Le pratiche alimentari costituiscono un'importante risorsa culturale per la costruzione di identità, memoria e appartenenza sociale. Attraverso il processo di preparazione del cibo si radica il proprio vissuto alimentare in uno specifico contesto storico-geografico. Una trasmissione di saperi e tradizioni prevalentemente al femmile. 

Parlare di cibo, significa accostarsi alla memoria del cibo, alla memoria del fare, del cucinare, del preparare piatti e ricette che si sono trasmessi attraverso le generazioni e si sono rielaborati con il tempo e in base alle esperienze e ai luoghi vissuti.

Il lavoro di ricerca si è focalizzato in particolare sui saperi femminili legati al cibo delle montagne e di alcune vallate alpine del Piemonte. Per realizzare tale indagine abbiamo raccolto testimonianze orali di donne appartenenti a differenti generazioni, fotografie legate alla vita quotidiana e domestica e realizzato ritratti delle donne intervistate, per dare volto, nome e parole a saperi relegati sovente in spazi di marginalità e in ambiti spesso esclusivamente domestici.

Il cibo è cultura legata alla materialità, al saper fare, all'uso delle mani, alle abilità di mescolare sapientemente ingredienti e saperli dosare in un equilibrio rinnovato di sapori e colori, di elaborare pratiche culinarie legate alla quotidianità e alla ordinarietà della vita sociale e di relazioni.  Le pratiche alimentari costituiscono una importante risorsa culturale per la costruzione di identità, memoria e appartenenza sociale. Attraverso il processo di preparazione del cibo si radica il proprio vissuto alimentare in uno specifico contesto storico-geografico.

Ma il cibo e la sua preparazione hanno altresì una dimensione narrativa, in un costante rapporto fra storia e memoria: le ricette e i piatti sono legati anche alla costruzione dell'identità femminile, ai rapporti di comunità e familiari, alla dimensione di cura, alla creatività e al saper fare delle donne, alle modalità e alle forme di apprendimento. Il cibo diventa così memoria, racconto, parole per descriverlo, tradizione, innovazione, creatività, contaminazione, utilizzo delle risorse del proprio territorio e forma di scambio, conoscenza dell'altro nei percorsi migratori stagionali tipici delle zone di montagna, o di viaggio e movimento verso il basso in cerca di lavoro, che per molti assumerà la caratteristica di lavoro nelle fabbriche della pianura.

La dimensione della ricerca ha fatto emergere modalità di trasmissione legate all'oralità e non tanto alla tradizione scritta, che è patrimonio solamente di alcune minoranze come quella valdese. Più che le ricette scritte in quaderni abbiamo ritrovato ricette narrate e trasmesse da generazione in generazione attraverso il racconto e la parola, così come la lingua italiana si è caratterizzata come un incontro fra forme dialettali per nominare i piatti della tradizione.

Lo sguardo di genere ha potuto far emergere che uno dei segni trasformativi del Novecento è opera femminile. Le donne, anche nelle pratiche legate al cibo, hanno cambiato il paese e sono cambiate esse stesse: dar senso a tale esperienza  in termini di saperi, consapevolezze e competenze vuol dire analizzare modelli di saperi trasmessi attraverso le generazioni, con le loro rotture e le continuità, le frammentazioni e la complessità.

Cucinare significa apprendere da chi è vissuto prima di noi e trasmettere, attraverso le proprie personali elaborazioni legate a una dimensione familiare e di comunità, quel sapere frutto di una continua elaborazione e di cambiamenti. Perché non c'è sapere senza tradizione, ma non c'è tradizione che possa perdurare senza innovazione costante ed elaborazione.

 

Marcella Filippa
Storica, Responsabile Comitato Esperti
Conservatoria delle Cucine del Mediterraneo
 http://www.conservatoria.eu/organismi.html

Immagini: Luisa Grimaldi e Elisa Tibaldi

La ricerca, curata dalla Dott.ssa Marcella Filippa, è stata finanziata e promossa nell'ambito dell'Intereg
"Tour dei saperi e dei sapori delle montagne"
e ha portato, tra l'altro, alla realizzazione del volume:
La montagna insegna. Saperi e sapori delle vallate alpine. Daniela Piazza Editore, Torino 2009. 

 

 

 

 


 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Aprile 2012 08:52 )