Giacca, cravatta, sorriso rassicurante. Il truffatore “perfetto” si presenta alla nostra porta come una persona distinta e affidabile, sfoderando una delle mille tecniche studiate per raggirarci: un rimborso, un controllo alle banconote, la lettura del contatore, un contratto conveniente per luce o gas. Se i malintenzionati operano tutto l’anno, è soprattutto d’estate che i colpi vanno maggiormente a segno: con la scusa di offerte vantaggiose, vengono presi di mira principalmente gli anziani, rimasti soli durante le ferie di figli e nipoti. Cosa fare per non cadere nella rete? 

«Le visite a domicilio da parte di agenti delle compagnie telefoniche ed energetiche sono generalmente anticipate da un avviso depositato nelle cassette postali, contenente i dati della società e l’indicazione del giorno e dell’ora in cui gli incaricati effettueranno il servizio», spiega l’avvocato Marco Ramadori, coordinatore dell’ufficio legale nazionale del Codacons. «Questi avvisi possono essere effettuati anche telefonicamente, attraverso un call center. In questo caso, attraverso una verifica del numero telefonico da cui proviene la chiamata, è possibile reperire informazioni sulla società che ci ha contattati e controllare, anche attraverso Internet, le opinioni rilasciate a riguardo da altri utenti».

Il vademecun antitruffa 

Occhio al tarocco. Gli avvisi lasciati per lettera possono riportare, in maniera ingannevole, il marchio di un’azienda, senza che quest’ultima abbia mai fornito a terzi l’incarico di promuovere determinati servizi e offerte. «È sempre opportuno contattare l’azienda e accertarsi se, in quel determinato periodo, vi siano realmente offerte promozionali che vengono pubblicizzate attraverso i consulenti». 

Tesserino identificativo. Nella maggior parte dei casi, i consulenti prestano la loro attività presso società esterne, a cui le compagnie affidano il compito di procacciare clienti e promuovere offerte commerciali. Pretendete sempre l’esibizione di un tesserino identificativo che contenga i dati anagrafici, il marchio della società incaricata e la relativa foto.

Nessuna firma. Oltre a domandare ogni possibile chiarimento, non vanno mai sottoscritti moduli o formulari senza una piena consapevolezza del loro contenuto, né bisogna rilasciare (anche in copia) bollette o fatture di qualsiasi tipo. 

Mai avere fretta. Diffidate sempre di chi vi spinge a prendere decisioni affrettate su un nuovo contratto, senza lasciarvi il tempo per riflettere: questa premura può nascondere un inganno. «È buona regola farsi rilasciare una copia standard del documento per poterlo leggere con attenzione e verificare in maniera scrupolosa ogni singola clausola, magari con l’ausilio di un’associazione di consumatori o un avvocato di fiducia».

Tutela per i contratti reali 

Se le accortezze non bastano e la parlantina del venditore ci ha convinti a sottoscrivere un contratto non realmente desiderato, un rimedio esiste. Quando accettiamo un’offerta al di fuori di un locale commerciale (presso la nostra abitazione, al telefono, per strada), per legge abbiamo un diritto di recesso fissato in dieci giorni, entro i quali possiamo rinunciare all’acquisto del bene o del servizio, senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo. È sufficiente inviare una comunicazione scritta al venditore, mediante raccomandata a/r. «Qualora il professionista non abbia provveduto a informare il consumatore circa l’esistenza e le modalità di esercizio del recesso, oppure abbia fornito un’informazione incompleta o errata tale da non consentire il corretto esercizio del diritto, quest’ultimo può essere esercitato entro sessanta giorni per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali ed entro novanta giorni per i contratti conclusi a distanza. L’aumento dei termini decorre per i beni dal giorno della ricezione della merce da parte del consumatore, per i servizi dalla data di conclusione del contratto».

Il prodotto si intende restituito nel momento in cui viene consegnato all’ufficio postale o al corriere. A quel punto, devono essere rimborsate all’acquirente tutte le somme versate, comprese le spese di consegna. L’unico costo a carico del consumatore è quello per la seconda spedizione, effettuata per restituire il bene al mittente. Il Codice del Consumo specifica che questa spesa deve essere espressamente prevista dal contratto, per cui l’acquirente ne è esonerato laddove il professionista non l’abbia segnalata nelle condizioni contrattuali e nella conferma d’ordine. «Il bene deve comunque essere integro e nel normale stato di conservazione, poiché in caso contrario il diritto di recesso non può essere esercitato».

 

Intervista di Paola Rinaldi
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Immagine di apertura di Andrewgenn - Fotolia.com

 

 
 

Marco Ramadori
Avvocato e coordinatore dell’ufficio legale nazionale del Codacons

È il fondatore di Articolo32 (www.articolo32.net), il network nazionale di avvocati e di medici che agisce per il risarcimento dei danni alla salute. Da anni si occupa di azioni giudiziarie contro il fumo, assistendo sia i non fumatori contro i datori di lavoro (per la tutela dal fumo passivo), sia gli eredi dei fumatori deceduti (per il risarcimento dei danni conseguenti). Oltre a intervenire in qualità di esperto in programmi televisivi e radiofonici, impartisce lezioni in programmi di formazione per personale sanitario presso alcuni ospedali italiani.

Studio Legale Ramadori
Tel. 06 3223519
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www.studioramadori.com 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 28 Agosto 2012 21:17 )