Il 2012 è stato dichiarato Anno Europeo dell'Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra le Generazioni, considerando la possibilità per gli anziani di mantenere un ruolo attivo all'interno della comunità con i conseguenti benefici in termini psicologici e fisici personali e, più in generale, in termini sociali. Ma l'attività in senso lato richiede anche che possa essere mantenuta una buona efficienza fisica.

L'aumento dell'aspettativa di vita ha generato un problema sempre più impellente: la qualità di vita della popolazione anziana. Se i farmaci, da un lato, sono in grado di prolungare gli anni di vita, dall'altro possono peggiorarne la qualità. Uno strumento utile a quest'ultimo scopo è senz'altro la pratica costante di esercizio fisico adeguato che, in alcune osservazioni ha evidenziato anche l'effetto di riduzione della mortalità. L'attenzione della medicina deve quindi essere rivolta non solo al prolungamento della vita ma, sempre più, al miglioramento dello stato di salute e di efficienza fisica.

In questo anno ci sembra importante riproporre lo studio "Anziani in palestra" realizzato dall'Istituto di Medicina delo Sport - FMSI di Torino con il coinvolgmento di un gruppo di allievi dell'UNITRE - Università delle Tre Età come esempio di impegno nella pratica di esercizio fisico e di collaborazione tra le generazioni volta alla dimostrazione scientifica degli effetti benefici nella popolazione anziana di un esercizio fisco programmato e controllato.
Questa collaborazione ha prodotto uno studio tra i più importanti nel panorama della letteratura internazionale sull'argomento.

Invecchiamento ed efficienza fisica

Indipendentemente dalla presenza di patologie, la riduzione dell'efficienza fisica è connessa con l'invecchiamento.

La perdita di massa muscolare è l'elemento principale che determina questo declino, ma è stata evidenziata anche una riduzione delle capacità ossidative del muscolo. E' stato valutato che nei 70enni la capacità ossidativa per volume di muscolo diminuisce di circa il 50% rispetto ai 40enni a causa della riduzione del contenuto in mitocondri e della perdita delle capacità ossidative dei mitocondri rimasti.

La perdita di massa muscolare, oltre agli effetti sul metabolismo, determina anche una riduzione della forza muscolare che è stata quantificata in circa il 40% tra la terza e la quarta decade in sogetti normali, ma decisamente più marcata in anziani debilitati. Questa perdita di forza contribuisce alla perdita di massa ossea

L'osteoporosi è una malattia che colpisce una donna su tre e un uomo su 12  e si caratterizza, oltre che per un ridotto contenuto di calcio, anche per un rimaneggiamento architetturale dell'osso trabecolare e corticale. Negli anziani le fratture conseguenti a osteoporosi sono particolarmente frequenti con una morbilità e mortalità importante e con costi sanitari in continuo aumento.
Gli elementi che contribuiscono a queste cadute (un terzo delle persone con più di 65 anni cade ogni anno) sono, oltre alla riduzione della forza muscolare, il minor equilibrio, la minor acuità visiva, l'aumento della rigidità articolare e dei tempi di reazione, la ridotta efficienza fisica globale e l'uso di psicofarmaci.

Attività fisica ed esercizio fisico

Nel corso di vari studi è stato evidenziato che gli anziani fisicamente attivi hanno una più bassa morbilità e mortalità rispetto ad anziani inattivi, ma nonostante questo gli anziani che svolgono una regolare atività fisica sono una minoranza. E' importante qui specificare il significato delle due definizioni che sovente sono considerate sinonimi:

attività fisica: qualsiasi movimento del corpo determinato dalla contrazione dei muscoli e che comporta un aumento del dispendio energetico;

esercizio fisico: movimenti corporei pianificati, strutturati e ripetuti, attuati per migliorare o mantenere una o più componenti dell'efficienza fisica.

Dunque, una persona può camminare, fare lavori domestici, essere attiva ma non per questo fa esercizio fisico.

Gli anziani che fanno esercizio fisico di moderata intensità per 20-30 minuti la maggior parte dei giorni della settimana hanno un'efficienza funzionale migliore di persone anziane attive lungo la giornata o inattive. Qualsiasi attività fisica è meglio dell'inattività per difendersi dalle limitazioni funzionali, ma l'esercizio fisico conferisce una migliore capacità fisica.

Prescrizione medica clinica dell'esercizio fisico

Pur essendo stati dimostrati i benefici sullo stato di salute fisico e mentale per le persone di mezza età e anziane, la prescrizione di esercizio fisico non è ancora diventata routine. Alcuni studi sugeriscono di procedere in tre fasi:

sottoporre il paziente a screening valutativo per escludere la presenza di fattori di rischio cardiocircolatorio;

prescrizione dell'esercizio fisico;

incoraggiamento e motivazione alle persone per proseguire il programma prescritto.

Per quanto riguarda la tipologia di esercizio, le raccomandazioni non sono univoche. Alcuni studi suggeriscono attività a bassa intensità, altri raccomandano un'attività di moderata intensità per 20-30 minuti almeno 5 giorni a settimana per raggiungere un dispendio di almeno 1000 kcal a settimana.
L'American College of Sport Medicine raccomanda attività a più elevata intensità e alcuni ritengono che esercizi a carichi progressivi ad alta densità siano sicuri anche per anziani debilitati come quelli a bassa intensità ma possano dare migliori risultati in termini di forza muscolare.

Effetti positivi del lavoro aerobico

Il lavoro aerobico ha dimostrato di poter determinare molti effetti positivi negli anziani:

apparato cardiocircolatorio: aumento della contrattilità del miocardio, riduzione della pressione sistolica, aumento del flusso ematico capillare, riduzione della claudicatio da insufficienza arteriosa agli arti inferiori;

miglioramento della composizione corporea con riduzione del grasso addominale e aumento della massa magra;

effetti positivi sul metabolismo con aumento della spesa energetica, aumento della sintesi proteica muscolare, riduzione delle lipoproteine a bassa densità, riduzione dei trigliceridi, aumento delle lipoproteine ad alta densità, umento della tolleranza al glucosio;

tra gli effetti psicologici, una maggior sensazione di benessere e vitalità, miglioramento dell'attenzione e dei processi cognitivi, miglioramento della qualità del sonno, riduzione dell'ansia.

 Effetti positivi degli esercizi con carichi

riduzione del rischio di disabilità motoria;

miglioramento della forza e della flessibilità;

miglioramento dell'equilibrio dinamico e riduzione del rischio di cadute;

riduzione della perdita di densità ossea;

aumento del calcio corporeo;

riduzione del dolore connesso con i processi degenerativi e infiammatori articolari.

Risultati interessanti si sono avuti anche combinando esercizi aerobici con esercizi con pesi, anche se è necessario dosarli con attenzione per non ridurne l'efficacia.

 


 

Da:
Istituto di Medicina dello Sport – FMSI di Torino
Centro di Eccellenza Federale per la Ricerca in Medicina dello Sport

Anziani in palestra.
Ricerca sulle modificazioni dell'efficianza fisica in soggetti anziani
in funzione dell'esercizio fisico programmato.
Anni 1999-2007. Torino, 2009.
www.imsto.it

 

Immagine: amorphis - Fotolia.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANZIANI IN PALESTRA - Ricerca sulle modificazioni dell'efficienza fisica in soggetti anziani in funzione dell'esercizio fisico programmato

L'Istituto di Medicina dello Sport di Torino segue con particolare attenzione il mondo degli anziani. Lo studio qui presentato è stato effettuato nell'arco temporale di otto anni ed è stato possibile grazie alla collaborazione con l'Università della Terza Età.
A partire dal 1999 e fino a tutto il 2007, il coinvolgimento di allievi della Università è stato tale da rendere questo studio uno dei lavori più importanti nel panorama della letteratura internazionale sull'argomento, permettendo di ottenere un quadro completo, concreto, vastissimo delle condizioni di salute e di efficienza fisica di questo campione di popolazione.

Obiettivi. Scopo dello studio era valutare l'effetto dell'attività fisica in soggetti over 65, non praticanti attività sportiva, per verificare con dati scientificamente inconfutabili, gli effetti e i miglioramenti che l'esercizio fisico può apportare, al di là delle affermazioni genericamente positive su tali argomenti.

Materiali e metodi. Sono stati reclutati 160 soggetti, uomini e donne, per lo più fra gli iscritti all'Università della Terza Età di Torino. Sono stati sottoposti preventivamente a un controllo clinico e strumentale per accertare l'assenza di controindicazioni mediche all'attività motoria specifica di gruppo.
Sono stati suddivi in due gruppi, il Gruppo Sperimentale (GS1), è stato sottoposto a un programma di tre ore settimanali (un'ora al giorno a giorni alterni) di attività motoria specifica per la terza età. L'attività si è svolta in alcune palestre della città ed è stata seguita da personale laureato in scienze motorie e coordinato dall'Istituto stesso. L'attività si è svolta per quattro anni, a partire da ottobre a giugno, con pause nei mesi di luglio, agosto e settembre.
L'altro gruppo, il Gruppo di Controllo (GC1), non ha svolto attività motoria organizzata e programmata. I soggetti sono stati lasciati liberi di svolgere l'attività motoria che avessero preferito, perchè non è stato considerato etico, imporre loro una vita sedentaria.
Al termine dei quattro anni, lo studio è proseguito con un cross over fra i due gruppi, della durata di altri quattro anni, per cui il gruppo GS1 è passato all'attività libera e il gruppo GC1 a quella programmata e controllata.

Attività guidata e programmata. L'attività consisteva in:
- 10 minuti di riscaldamento generale per coinvolgere l'apparato cardiocircolatorio, utilizzando macchine aerobiche, circuiti o lavori di gruppo con panche, spalliere, bastoni, elastici, andature combinate per arti inferiori e superiori, allungamento delle principali catene muscolari;
- 40 minuti dedicati al miglioramento dell'apparato cardiocircolatorio, della forza, della mobilità articolare e della stabilità posturale;
- 5-10 minuti di defaticamento collettivo con esercizi di respirazione e di stretching.

Conclusioni. L'attività fisica multimodale guidata in palestra ha dimostrato di determinare in soggetti di diverse fasce di età, con media tra i 63 e 67 anni, modificazioni importanti dell'efficienza fisica con effetti rapidi che si instaurano già nei primi 8 mesi, ma che vengono altrettanto rapidamente persi in caso di interruzione dell'attività.
Un'attività non particolarmente intensa, facilmente accettabile da tutti, sebbene non abbia contribuito all'incremento della massa muscolare, è sata sufficiente per migliorare la funzionalità respiratoria, l'efficienza cardiocircolatoria, la forza fisica e il controllo posturale, cioè l'insieme di elementi che costituiscono lefficienza fisica.

ISTITUTO DI MEDICINA DELLO SPORT - FMSI DI TORINO
Centro di Eccellenza Federale per la Ricerca in Medicina dello Sport

Via Filadelfia 88 - 10134 Torino
www.imsto.it

Il lavoro sul campo e l'elaborazone dei dati sono a cura del Dr. Piero Astegiano e del Dr. Gian Pasquale Ganzit, entrambi vicedirettori dell'Istituto.

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Aprile 2012 17:23 )