Il cervello non può e non deve essere ridotto a neuroni – sinapsi – proteine, purtroppo la psiche ancora sfugge alla ricerca nella sua essenza: Intelligenza? Anima? Mente? Spirito?

Lo studio del cervello/mente è stato approfondito e sviscerato per tutto il ‘900 sempre dall’esterno, da prima con la psicologia, mediante un approccio quasi filosofico, e poi con la psichiatria con un taglio più medico-scientifico (i neuro-trasmettitori). All’inizio del 2000 l’incredibile e inarrestabile crescita delle tecnologie per immagini (TAC – RM funzionale – PET – SPET e altri) ha dato inizio alle neuroscienze che tentano di studiare cervello/mente/psiche dall’interno

Oggi conosciamo quasi tutto del cervello:

Embriogenesi, avviene in 3 stadi fondamentali filogeneticamente evolutivi:

Paleo-encefalo, costituito dal bulbo e dal midollo allungato. È tipico dei sauri e dei rettili. Sede degli istinti primordiali (sopravvivenza e riproduzione).

Mesoencefalo, rappresentato dai nuclei della base. Tipico degli uccelli. Sede dell’affettività.

Neo-cortex, è il pallium o corteccia cerebrale sede del pensiero critico.

  • Anatomia: l’encefalo è suddiviso da una profonda scissura in due emisferi, destro e sinistro, uniti fra di loro da un ponte (Corpo Calloso). Scissure meno profonde lo suddividono in lobi: frontale – parietale – temporale – occipitale.

  • Fisiologia: vi sono aree deputate a particolari funzioni: motoria – sensoriale – visiva – uditiva – intellettiva. Particolari sono poi i centri del Broca (linguaggio) e Wernicke (comprensione); ora si ritiene, però, che siano, soprattutto, le interconnessioni a definire queste funzioni.

  • Corteccia cerebrale: costituita in dieci strati da circa 100 miliardi di neuroni e un numero enorme e imprecisato di sinapsi; è molto sottile ma grazie alle circumvoluzioni è molto estesa.

  • Sinapsi: sono i collegamenti con le altre cellule, si formano e si modificano in continuazione. Avvengono per tre cause:

    Genetiche: formano il temperamento.
    Ambientali: formano il carattere.
    Casuali: si formano in base al principio di casualità e non di causalità.

L’insieme di queste sinapsi forma la personalità.

  • Neurotrasmettitori: le molecole (sono più di 20) mediante le quali i neuroni dialogano fra di loro ma anche con le cellule della glia e, soprattutto, con gli altri due grandi sistemi: immunologico (difese) e endocrino (metabolismo).

  • Plasticità cerebrale: scoperta e descritta da Rita Levi Montalcini che ha dimostrato come, una volta strutturato, il cervello va poi incontro a cambiamenti non solo negativi (apoptosi neuronale) ma anche positivi con neoformazione di cellule e sinapsi.

  • Lateralizzazione: è un concetto non del tutto sicuro e provato. Si ritiene che l’emisfero destro sia sede delle emotività (femminile) e il sinistro della razionalità (maschile).

  • Incrocio delle vie sensoriali e motorie: l’emisfero destro comanda l’emisoma sinistro e viceversa.

  • Con le tecniche moderne di imaging possiamo vedere in tempo reale quali zone cerebrali si attivano nei vari momenti della vita (gioia – dolore – ansia – depressione – ecc.)

Ma c’è quel quasi che ancora ci disturba! Nonostante tutte queste nozioni del cervello ci sfugge molto, anzi, l’essenza.

Ad esempio, non si comprende il perché di questi fenomeni:

  • Esperimento degli occhiali con visione capovolta.

  • I pesci rossi nella vasca: nel 2004 il sindaco di Monza vietò di tenere i pesci rossi nella classica boccia di vetro perché creava nel povero animale una tale visione distorta della realtà che scompensava il cervello fino alla morte.

  • Il nostro cervello, vede ed elabora solo immagini spaziali in 3 dimensioni e non possiamo neanche immaginare realtà diverse che pur devono esistere.

Nascono così molte domande senza risposte: "i colori esistono in natura o esistono solo nel nostro cervello che ha la possibilità di decodificare alcune lunghezze d’onda della luce come colori, e non altri?" gli infrarossi e gli ultravioletti esistono in natura ma per noi è come se non ci fosseroLo stesso fenomeno avviene per i suoni, gli ultrasuoni e gli infrasuoni.

In definitiva esiste una realtà esterna o solo una realtà fittizia del nostro cervello?

La scoperta della cosiddetta intelligenza artificiale sembrava una enorme conquista per tutto il genere umano con applicazioni impensate. Diciamo che, per ora, all’intelligenza tecnologica manca il requisito fondamentale dell’intelligenza umana: il libero arbitrio di scelta con potere decisionale e di adattamento. Ma forse si arriverà anche a quello se si seguiranno le ricerche del prof. Dario Floreano e dei suoi robottini.

Il problema che interessa attualmente sta, però, nel rapporto cervello umano – cervello tecnologico, che già fin d’ora appassiona gli studiosi di etica, di morale, di biologia, di sociologia, di psicologia e forse anche di medicina.

Quali saranno le reazioni future di questo rapporto duale?

Quali scenari si apriranno per l’umanità? Miglioramento, regressione, annullamento?

Una prospettiva appare oggi quasi certa: ci sarà un progressivo incremento delle macchine con parallelo decremento dell’uomo che si affiderà sempre più alla tecnologia. Pensiamo solo cosa sarebbe oggi la nostra vita senza l’elettricità, il gas, l’acqua corrente.

Ecco perché in questo periodo di transizione dobbiamo mantenere e ribadire il primato della mente umana su quella artificiale se non altro per rispetto all’età, poiché ci permette di sopravvivere da quattro milioni di anni!

Se noi annullassimo questo patrimonio che ci siamo costruito in tanti secoli, se noi entrassimo in una dimensione che non è più la nostra quali la realtà virtuale dell’ologramma e la Second Life, che entusiasma i giovani potremmo forse fare la fine dei pesciolini rossi.

Steven Rose sostiene che siamo alle soglie di una rivoluzione neuro tecnologica, ma non lo dice in senso trionfalistico, anzi, nel suo ultimo libro Il Cervello nel 21° secolo, del 2009, mette in guardia l’umanità da questo pericolo incombente: il cervello non può e non deve essere ridotto a neuroni – sinapsi – proteine, ma esiste intimamente connessa la psiche che ancora ci sfugge nella sua essenza: Intelligenza? Anima? Mente? Spirito?

Rose ritiene, penso giustamente, che sia l’attuale approccio dicotomico al problema che fuorvia la ricerca sempre più orientata verso la cellula e sempre meno verso il soffio vitale che forse sono tutt’uno.

Abbiamo creato menti artificiali infinitamente superiori a quella umana come capacità matematica di calcolo e di memoria, ma ci dobbiamo continuamente domandare: "sarebbe stata in grado,
questa intelligenza, di concepire queste due semplicissime formule: E=mƐ2 (Einstein)
e 1-37 (Planck)? Unificare queste due formule: l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo sarà la grande sfida di questo millennioarriverà prima la mente umana o la mente artificiale?


Gianni Baiotti
Già Primario di Medicina Interna, Ospedale Molinette di Torino.
Libero Docente in Semeiotica Medica.
Docente di Corsi di Umanizzazione della Medicina.
Docente di Cultura Medica all’UNITRE di Torino e di Collegno.
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Immagine di apertura di Julien Tromeur - Fotolia.com


 

 


 


 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 28 Settembre 2012 21:45 )