La precocità di intervento è un fattore determinante nel diabete. I più recenti studi scientifici hanno dimostrato come i provvedimenti tempestivi – sia farmacologici sia sullo stile di vita – possano contenere l’evoluzione e le complicanze di questa patologia, soprattutto nella sua forma più diffusa: quella di tipo 2, che riguarda il 95 per cento di tutti i casi di diabete. «Gli stessi interventi adottati a distanza di qualche anno non sortiscono lo stesso risultato», afferma Carlo Giorda, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD). 

Tra i marker a disposizione dei medici c’è il valore dell’emoglobina glicata, che secondo le ultime tendenze terapeutiche andrebbe mantenuto entro il 7%. «Avere questo valore nei primi anni di malattia è considerato più importante rispetto alla stessa percentuale a distanza di qualche anno», specifica Giorda. «Il più classico degli studi in diabetologia, lo UK Prospective Diabetes Study condotto dall’Università di Oxford, ha mostrato come il controllo precoce della glicemia possa ridurre il rischio di infarto, diminuire la mortalità e avere effetti positivi sulle più tipiche complicanze del diabete». Questo significa che una glicemia di 140/150 mg/dl non deve più essere tollerata con benevolenza, ma diventare immediatamente oggetto di cura.

Il progetto SUBITO!

Su queste basi, l’Associazione Medici Diabetologi ha promosso il progetto SUBITO!, che propone a medici e pazienti un nuovo approccio terapeutico: gli operatori sanitari sono chiamati a proteggere tempestivamente i valori glicemici con tutti gli strumenti a loro disposizione, mentre i pazienti devono collaborare attivamente abbandonando la sedentarietà e modificando le proprie abitudini alimentari.

Il progetto consiste in un lavoro organico di formazione, educazione e comunicazione che coinvolge diabetologi, medici di medicina generale, specialisti e associazioni di volontariato a vario titolo coinvolti nell’équipe diabetologica. L’idea è nata a seguito di un’attenta osservazione degli Annali AMD, che rappresentano gli indicatori della qualità dell’assistenza diabetologica in Italia: da quanto riportato, ogni anno circa il 17% delle visite effettuate negli oltre 650 centri diabetologici italiani che afferiscono ad AMD sono “primi accessi”, cioè persone con diabete che si presentano al centro per la prima volta, ma con la malattia in atto mediamente da oltre sette anni. Eppure, cominciando a trattare intensivamente la malattia cinque anni prima, si potrebbero ridurre le complicanze cardiovascolari sino al 40 per cento.    

Intervista di Paola Rinaldi
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Immagine di apertura di Jacek Chabraszewski - Fotolia.com

 

 
 

Carlo Giorda
Presidente AMD - Associazione Medici Diabetologi

AMD promuove la ricerca in campo diabetologico, clinico e terapeutico e collabora con le altre istituzioni che hanno finalità e interessi comuni. 
www.aemmedi.it

SUBITO! Safe Uniform Behavioral and drug Intensive Treatment for Optimal control
Gli obiettivi del progetto SUBITO! comprendono il cambiamento della diabetologia italiana, per renderla più tempestiva nell'intervento; un maggiore conivolgimento del paziente che deve avere un ruolo attivo nella sua cura; il miglioramento delle conoscenze e la verifica dell'efficacia di questo approccio sul territorio.

Per info e per contatti:
SUBITO!

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 28 Settembre 2012 14:19 )